Chirurgia di Osteosintesi e endoprotesi dell’omero

Chirurgia di Osteosintesi e endoprotesi dell’omero

L’osteosintesi dell’omero consiste nella stabilizzazione dei frammenti con placca e viti, mentre la protesi della spalla è chiamata endoprotesi.

Nella maggior parte dei casi (circa l’80%), la frattura prossimale dell'omero si verifica in donne affette da osteoporosi. L’intervento chirurgico di riduzione della frattura consiste nella stabilizzazione dei frammenti con fili di Kirshner o con chiodo di Rush, nella osteosintesi con placca e viti o, in soggetti con più di 40 anni e con una frattura in 4 parti, nell'endoprotesi (protesi di spalla). La conseguente e obbligatoria mobilizzazione precoce è indispensabile per prevenire la rigidità post-traumatica. Già subito dopo l’intervento il medico prescrive la mobilizzazione passiva dell’arto.

Per verificare la corretta stabilità della frattura vengono eseguiti frequenti controlli radiografici. Inoltre, in caso di frattura prossimale dell'omero il medico prescrive anche una risonanza magnetica di controllo per accertare le condizioni dell’osso della testa omerale ed evitare la necrosi.

Contenuti correlati:

Fratture dell’omero
< Torna Indietro

Richiedi un consulto con i nostri esperti nella rieducazione funzionale e nel recupero motorio.

TOP