Infortuni nel calcio. Prevenzione? La parola d’ordine è: allenamento

Infortuni nel calcio. Prevenzione? La parola d’ordine è: allenamento

Sgombriamo subito il campo da falsi miti: non è possibile garantire la totale assenza di infortuni nel calcio, e nello sport in generale, dal momento che ogni attività sportiva di contatto o meno sforza le articolazioni. L’obiettivo di ogni preparatore atletico è quello di garantire sempre la massima performance e contemporaneamente ridurre al minimo gli infortuni, sia per numero, sia per entità, preservando la salute dei propri atleti.

 

I FATTORI DI RISCHIO

Esistono due categorie di fattori di rischio:

 

  • Intrinseci: alterazioni biomeccaniche, squilibri muscolari;
  • Estrinseci: aumento di partite con riduzione del recupero, esigenze tecnico-tattiche, qualità delle superfici di gioco, qualità delle calzature, errori nell’allenamento.

 

Sono soprattutto gli errori nell’allenamento a incidere maggiormente sulla probabilità di infortunio. In particolare, quando si parla di errori nell’allenamento si intende un aumento dei carichi di lavoro e dell’intensità, a discapito del recupero muscolare che viene quindi ridotto.

Questo fattore, secondo lo studio condotto dal prof Vecchiet, già a partire dal 1990, è la causa del 50% degli infortuni.

 

ALLENAMENTO PREVENTIVO: PRE E POST SEDUTA

Non c’è nulla da inventare quando si parla di prevenzione nel calcio. Non servono maghi o santoni. Bisogna solo studiare e mantenersi aggiornati. Il primo step è partire dal protocollo Fifa11+ che viene considerato la principale fonte di informazioni a livello internazionale e prevede una serie di esercizi basati su:

 

  • Corsa
  • Equilibrio
  • Forza
  • Potenza

 

GLI ESERCIZI PREVENTIVI

Le principali aree di intervento in cui si può e si deve lavorare per ridurre il rischio di infortuni sono:

 

  • Squilibri muscolari
  • Allenamento del Core Stability
  • Resistenza elastica
  • Propriocezione

 

Squilibri muscolari: i muscoli di prestazione sollecitati nel calciatore sono prevalentemente: hamstring, quadricipite e gastrocnemio. Queste sollecitazioni unidirezionali comportano squilibri se non vengono adottate adeguate contromisure per potenziare i muscoli antagonisti ossia glutei, addominali, lombari.

 

Core Stability: allenare la Core Stability significa allenare i muscoli che fanno parte del complesso lombo-coxopelvico che è uno snodo in cui si trasmettono le forze gravitarie del tronco, degli arti superiori e di quelli inferiori.

I muscoli interessati sono:

 

  • Muscoli addominali (retto dell’addome, obliqui interni/esterni, trasverso dell’addome)
  • Muscoli lombari (quadrato dei lombi, multifido)
  • Gran dorsale

 

Resistenza elastica: questo allenamento permette di potenziare i muscoli attraverso l’utilizzo di elastici dotati di diverse tensioni (distinguibili grazie a colori differenti). Particolarmente utile anche nel caso di algie e di condizioni fisiche non al top.

I muscoli principali da allenare sono:

 

  • Retto femorale
  • Bicipite femorale

 

Propriocezione: il termine fondamentale quando si parla di propriocezione è: equilibrio. Questo elemento è fondamentale nello sport, soprattutto nel calcio, dove alla potenza si unisce il controllo del gesto tecnico. Esistono diversi esercizi per allenare l’equilibrio, sia attraverso l’uso di tavolette, sia a corpo libero.

 

COMUNICAZIONE & COLLABORAZIONE

È sempre fondamentale in ogni fase della stagione sportiva (anche nel pre-season) curare l’aspetto della comunicazione sia con l’atleta, sia con lo staff (preparatore tecnico, medici, fisioterapisti, osteopati, nutrizionisti), senza dimenticare che la prevenzione migliore è sempre l’allenamento.

 

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