Elettrostimolazioni per la riabilitazione della frattura del legamento crociato

Elettrostimolazioni per la riabilitazione della frattura del legamento crociato

Una ricerca ha messo in evidenza che le elettrostimolazioni per la riabilitazione della frattura del legamento crociato sono una pratica molto efficace per il recupero della forza muscolare quadricipitefemorale, in particolare se effettuate durante l'esercizio muscolare. Un deficit di forza che, se non adeguatamente trattato, può diventare cronico e perdurare per anni, con conseguenze dirette anche sulla biomeccanica dei movimenti funzionali, come ad esempio l’asimmetria sul carico degli arti inferiori.

Non caricare adeguatamente l’arto operato porta infatti ad un ritardo del recupero della sua funzione. Allo stesso tempo sovraccaricare l’arto non operato può causare, oltre che infortuni, patologie articolari degenerative. Da qui la necessità di intervenire in maniera tempestiva per recuperare la forza muscolare ed il carico simmetrico tra i due arti.

La soluzione arriva dall’elettrostimolazione neuromuscolare che permette di generare dall’esterno un’attivazione del muscolo sufficiente a creare uno stimolo allenante. La scelta dei parametri di stimolazione determina l’efficacia del trattamento, per questo è sempre buona norma affidarsi a personale specializzato e preparato in grado di misurare le reazioni del muscolo e leggere i risultati della terapia.

Una delle tecniche di maggiore efficacia è sicuramente quella di sovrapporre la stimolazione all’esecuzione di un movimento volontario. Ciò non solo permette di raggiungere intensità di stimolazione maggiori ma anche di lavorare contemporaneamente sul controllo volontario dell’attivazione muscolare durante un movimento. La scelta di un movimento effettuato in appoggio bipodalico permette invece di recuperare la simmetria nella distribuzione del carico tra i due arti.

 

I risultati

I pazienti che hanno seguito il protocollo basato sull’elettrostimolazione sovraimposta hanno mostrato una forza del muscolo quadricipite significativamente maggiore al termine del trattamento e a distanza di quattro mesi dopo l’interruzione dei protocolli sperimentali, ovvero a 180 giorni dall’intervento, i pazienti avevano ancora una forza dei muscoli estensori del ginocchio significativamente maggiore rispetto agli altri due gruppi, ed una simmetria tra i due arti vicina al 100%. Questi pazienti sono stati gli unici a superare l’85% di simmetria, ovvero il valore suggerito in letteratura per il ritorno allo sport.

Inoltre, un risultato molto interessante riguarda il dolore al ginocchio percepito durante il test di massima contrazione volontaria degli estensori del ginocchio. I pazienti del gruppo elettrostimolazione hanno riferito meno dolore, o addirittura assenza di dolore, durante la massima contrazione volontaria dei muscoli estensori.

Recuperare la forza in fase precoce non significa però accelerare i tempi di ritorno allo sport, bensì dare qualità alla riabilitazione, ed in particolare alla prima fase riabilitativa che è una fase sensibile per recuperare pienamente la funzione del muscolo. Recuperare fin da subito la forza muscolare significa creare le basi per gli step successivi della riabilitazione dedicati alla riacquisizione dei gesti sport specifici che altrimenti, in assenza di una buona funzione muscolare, risulterebbero troppo stressanti per le strutture articolari dell’arto operato generando compensi posturali a sfavore dell’arto non operato.

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